the good wife, ovvero la pragmaticità senza fronzoli di kalinda

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conosciamo tutti the good wife (se così non fosse vi consiglio caldamente di recuperare all’istante) e sappiamo quali perle sia in grado di regalare questa serie. ultimamente sono stata colpita da una frase che kalinda proferisce a robin: nothing changes you like the loss of a job. semplice, chiara, cristallina. pragmatica. la ascolto e rimango un attimo senza fiatare: so di cosa sta parlando kalinda e so quanto sia vero quello che gli sceneggiatori hanno scelto di farle pronunciare.

perdere il lavoro – semplicemente la prospettiva di perdere il lavoro – ti cambia in maniera irreversibile. perdere il lavoro è uno dei grandi traumi che un essere umano possa vivere. ce ne sono di gran lunga peggiori e più dolorosi. ma è evidente che la prospettiva di non alzarsi la mattina con un obiettivo ben definito, né di poter disporre liberamente una somma economica a cadenza mensile, così come l’idea di perdere di fatto la proprio indipendenza e non avere davanti a sé nulla più di un futuro nebuloso sono eventi che possono annicchilire, spronare, dare vita a una serie di cambiamenti epocali. whetever. unico comune denominatore: ti cambiano.

così, quando penso a questo 2013 e mi considero, in un certo, una sopravvissuta, non intendo certo dire che mi sia successa la cosa più grave del mondo. semplicemente il mio mondo è cambiato. è cambiato la mattina in cui, dopo aver serenamente prenotato un volo estivo, mi è stato comunicato che, contrariamente a quanto anticipato poche settimane prima, le prospettive di rinnovo del mio contratto erano pressoché nulle.

tutto quello che è accaduto dopo è confuso e nello stesso tempo impresso a marchio sulla mia pelle. quando ci penso, mi gira la testa e mi manca il respiro. non torni indietro da certe sensazioni e da certe giornate in cui nessuno, nessuno, può aiutarti o capire cosa stai vivendo. cambiano i tuoi occhi, lo sguardo con cui osservi chi hai intorno. non sei più disposta a perdere tempo. sei arrabbiata e hai fame di vita. sai cosa vuoi e cosa ti spetta e non sei disposta a negoziare.

sono una sopravvissuta molto fortunata. ancora prima di salutare il vecchio ufficio ho incontrato persone che hanno creduto in me. forse hanno scorto la passione e la determinazione che mi hanno permesso di non crollare anche quando sono stata costretta a disdire la microcasa che con tanti sacrifici ero riuscita a conquistare. forse si è trattato semplicemente di una serie di coincidenze fortuite. non mi interessa. quello che conta, alla fine, è che sono una sopravvissuta molto felice. e profondamente cambiata, molto più di quanto potrebbe apparire a prima vista.

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