Archive for 10 novembre 2013

se rido alle cose invisibili / se chiedo le cose impossibili

perché credo ancora nel segreto
ficcato dentro una foglia o un frutto
se credo alla tua faccia di ragazzo
spettinato, se credo a tutto, a tutto,
è per avventurarmi anche il lunedì
quando le sale sono chiuse
e sembra così lungo il tempo
così abbandonate le creature del mondo.
se credo se credo se rido alle cose
invisibili, se chiedo le cose impossibili,
se mi batto col vento, se sbando di
continuo, se mi affanno,
è il mio gioco battagliero
di indispettire quel cielo ostinato
che si nasconde dietro al nostro cielo.
mostra solo i suoi buchi di luce
quando dormiamo.

[mariangela gualtieri, senza polvere senza peso]

la costruzione di ogni amore

quando meno me l’aspettavo, è successo di nuovo. mi sono innamorata. e non importa che questa volta si tratti una città, di un uomo, di un lavoro o di un’emozione. mi sono innamorata e quando ti innamori provi le stesse sensazioni, indipendentemente dall’oggetto del tuo amore. tutto, attorno, sembra migliore. ogni cosa è possibile e, perdonate la citazione, anche illuminata. e può accadere di continuo.

mi innamoravo di tutto, scriveva de andrè. eppure pare sempre più difficile, chiusi come siamo nei nostri microcosmi egoisti e cinici. almeno fino a che non accade qualcosa che stravolge il già conosciuto e ti trasporta in un mondo nuovo. perché lo sapevi anche prima che sarebbe potuto essere così, solo che non ne avevi le prove. non potevi dimostrarlo. così lo sussurravi a te stessa facendo attenzione a non alzare troppo la voce, per paura di essere schernita. le persone ti avrebbero guardato con un sorriso carico di un sentimento simile alla commiserazione e avrebbero tenuto stretti a sé dubbi e diffidenza. e tu avresti pensato: vi sbagliate! senza riuscire a provarlo. e in fondo avresti creduto che il tepore del già conosciuto fosse l’unica possibilità.

poi ti innamori e sai di non essere mai caduta in errore. e senti che non contano gli sbagli: ogni passo, anche il più piccolo, ti ha condotta dove sei.
c’è chi sa da subito cosa vuole, c’è chi si accontenta di quello che arriva e c’è chi pensa di avere le idee chiare e intraprende un percorso durante il quale continua a cambiare sempre un po’ di più facendo evolvere, assieme, bisogni e desideri. io, naturalmente, appartengo alla terza categoria di chi sembra confusa tra le mille possibilità e invece sta continuando ad ascoltarsi e a imparare.

come sempre, non si tratta soltanto di cercare quello per cui valga la pena ogni sorriso e ogni sacrificio. si tratta di non finire anestetizzati, come le tante persone che ogni giorno indossano la loro maschera migliore in famiglia, sul lavoro e con gli amici e si illudono di stare bene, raccontandosi che “in fondo è giusto così”. fatevi domande, anche le più crudeli, e abbiate il coraggio di rispondervi e agire di conseguenza. per quanto mi riguarda, è la base per la costruzione di ogni amore.