Archive for 17 luglio 2013

at the final moment, I cried / I always cry at endings

al termine dell’esame di maturità avevo regalato una musicassetta alla compagna di classe a cui ero più legata (sono meno vecchia di quanto sembri, lo assicuro: la musica digitale si è evoluta in pochissimi anni).
conteneva una canzone che mi faceva emozionare, che raccontava uno scorcio dei nostri anni liceali che in quel momento sentivo mi sarebbero mancati moltissimo. in fin dei conti entri in classe da ragazzina ed esci che, sebbene immatura tu lo sia sempre, ma questo lo capisci dopo, per l’anagrafe sei un’adulta. nel mezzo, gli anni che ti hanno formata e il grande punto interrogativo del futuro: molti ideali e sogni, qualche progetto dai contorni ancora sfocati, lo spaesamento, la paura di non farcela e di omologarsi. e i compagni di classe con cui sei cresciuta, e come fai a spiegare quel nodo in gola che arriva quando sei consapevole che un percorso è terminato per sempre, che arriveranno altre esperienze, ma che quel pezzo di vita che ha contribuito a renderti la persona che sei non tornerà più.

compagno di scuola mi è tornata in mente stasera dopo aver salutato una collega con cui ho condiviso tre anni di lavoro ma soprattutto tre anni di vita, gioie, pianti, scazzi, arrabbiature, traguardi e risate, quasi si fosse ancora sui banchi di scuola e si crescesse insieme ancora un po’. una di quelle persone a cui vuoi talmente bene che potresti rischiare di commuoverti, anche se in ufficio sei sempre stata famosa per essere una sorta di gatta selvatica che non si faceva abbracciare neppure sotto tortura.

stasera, dopo molti anni, ho ascoltato di nuovo quella canzone, ed è raffiorata la malinconia dei finali che rende tutto, in ogni caso, un po’ speciale. e questa è una fortuna che voglio tenermi stretta.