Archive for 20 settembre 2012

la mia milano

milano, se ci sei nata, è difficile raccontarla, trovare un inizio, un’immagine netta, precisa da cui partire, un odore.
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città irreale, ci vorrebbe thomas stearns eliot a evocarne visioni, ci vorrebbe calvino a spiegarne l’indecifrabilità.
miracolo a milano non fa freddo.
ma in piazza duomo non c’è neanche una panchina, chissà se c’è mai stata. forse oggi de sica ci si smarrirebbe, forse oggi ci vorrebbe clint eastwood per raccontare le facce quasi solo straniere che sembra che vivano, i ragazzi dai tratti asiatici che parlano cantilenando, uguali precisi ai loro coetanei autoctoni, iPod e telefonini e “che sbatti” e “non ci sto dentro”.
vincenzo io ti ammazzerò, sei troppo stupido per vivere.
[…]
ma ci vorrebbe un izzo per raccontare i nuovi morenti, tribù senza sole, migranti stremati che dormono dentro i metrò, e hanno intorno un odore malato che prende alla gola.
milano mia portami via, ho tanto freddo e schifo e non ne posso più.
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o città, città… così sobria e segreta, coi giardini sublimi nascosti dietro i portoni più austeri, e i balconi fioriti, e quel glicine all’angolo di mario pagano, che in aprile si ferma anche il traffico a guardarlo e a rubarne il profumo, ci vorrebbe miss woolf per descriverlo.
[lella costa, la sindrome di gertrude]