Archive for 31 ottobre 2011

di soppiatto, ancora una volta

arrivano di soppiatto i momenti in cui anche solo parlare con qualcuno assomiglia a sentire un macigno sullo stomaco. sono i momenti in cui desidero trascorrere intere giornate fuori dal mondo per evitare quella stanchezza che mi assalirebbe nell’ascoltare, nel rispondere, nel dover seguire un discorso.
non mi nascondo: sono distratta, sfuggente, reticente nello spiegare, nell’aspettare che qualcuno capisca quello che se non conosci, fatichi a comprendere.
forse è questo che mi manca, l’idea che possa andar meglio. che è una speranza, un credo a cui aggrapparmi, a volte con convinzione a volte con caparbietà, e in alcuni istanti lo vedo nitidamente, quanto sia più bello tutto.
ma arriva il momento in cui non basta niente, e tutto quello che riesco a fare – che sento di voler fare, senza nessun tipo di costrizione che è solo una violenza – è stare con me, trovare il tempo e il modo per uscirne, ancora una volta, per tutte le altre volte che ci saranno e che mi accompagneranno.
stamattina mi sono svegliata pensando alla leggerezza di cui parla italo calvino. esisterà una ricetta?, mi domando scioccamente.

ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti*

e così, penso, c’è questa vita in cui quando scegli di liberarti dalle tue coperte di linus senti freddo e ti sembra di essere nuda ed esposta e di non riuscire ad andare avanti – a tratti ti avvolge un’euforia adrenalinica confusa e il cuore ti scoppia, ma lo senti: non è abbastanza.
credo sia la normalità della vita di chi, per intenderci, “deve rischiare la notte, il vino e la malinconia, la solitudine e le valigie di un amore che vola via”; della vita in cui a volte sembra di sopravvivere e ci si domanda se sia necessario cambiare, senza sapere se c’entri un cosa o il dove, decidendo, in mancanza di risposte, di affogare tra cibi cioccolatosi, tisane di ogni genere e romanzi come la storia dell’amore e l’inconfondibile tristezza della torta al limone che fanno un po’ piangere, un po’ sentire piccole, un po’ dimenticare qualsiasi cosa si abbia intorno, un po’ aver voglia di condividere tutta questa bellezza.
l’idea dello spreco mi è insopportabile ma non so come riuscire a renderlo evitabile.

*donne che corrono con i lupi